Venne descritto, per la prima volta, nel 1592 da Fabio Colonna, che lo denominò "Fungo lanterna"
per la sua particolare forma.
Quando immaturo, si presenta a forma di un "ovetto" racchiuso in una volva bianca (esoperidio), con alla base una piccola
appendice radiciforme, a maturità, secerne una gleba deliquescente di color marrone-verdognola oppure nerastra che emana
odore cadaverico abbastanza fastidioso, avvertibile anche a distanza; odore forte ma non al livello di quello del Phallus
impudicus o del Phallus hadriani, che è assolutamente insopportabile e chiaramente percepibile anche a molti metri. È una specie rara, ma abbondante nei luoghi di crescita e si ritrova spesso invaso da mosche attratte da tale odore repellente.
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